Guardati attorno. Quasi tutto ciò che acquisti – dagli alimenti alle bevande, dai cosmetici ai prodotti per la casa – è avvolto da una confezione stampata. Ma come si ottiene una resa così efficace su materiali tanto diversi tra loro? Dietro queste superfici stampate si cela spesso una tecnologia di stampa industriale che, pur non essendo molto conosciuta ai non addetti ai lavori, è una delle più utilizzate nel mondo del packaging: la flessografia. Scopriamo insieme cos’è, come funziona e perché viene ancora oggi preferita da tantissime aziende.
Cos’è la flessografia?
La flessografia (nota anche come stampa flexo) è un metodo di stampa rotativo che utilizza lastre flessibili in rilievo per trasferire l’inchiostro su diverse superfici. Funziona più o meno come un timbro industriale, ma estremamente preciso, veloce e affidabile. Ogni lastra – detta cliché – riporta la grafica da stampare e viene montata su cilindri rotanti che, attraverso un sistema ben coordinato, imprimono l’inchiostro su bobine di carta, plastica o altri materiali.
Nata addirittura alla fine dell’Ottocento come evoluzione della stampa tipografica, la flessografia ha avuto una rapida evoluzione nel corso del tempo. Dall’uso iniziale di lastre di gomma e inchiostri a base solvente si è passati oggi a tecnologie molto più moderne, con lastre fotopolimeriche, inchiostri a base d’acqua e sistemi di controllo computerizzati. Il risultato è una tecnica estremamente versatile e in grado di offrire ottimi risultati anche su materiali difficili da stampare.
Ed è proprio questa grande capacità di adattarsi a supporti diversi – oltre alla garanzia di una produzione rapida e continuativa – che la rende una delle scelte preferite nel settore del packaging. Ma per comprenderne davvero il valore, dobbiamo capire meglio come funziona nel concreto.
Come funziona la flessografia
Il funzionamento è in realtà più semplice di quanto si possa pensare: una volta scomposto nei suoi passaggi principali risulta davvero chiaro e intuitivo. In sostanza, si basa su un sistema a rulli rotanti che, in modo continuo e sincronizzato, trasportano l’inchiostro dal serbatoio al supporto da stampare.
- Inchiostrazione del rullo anilox: l’inchiostro (spesso a base d’acqua o solvente) viene prelevato da un serbatoio tramite un rullo speciale chiamato anilox. Questo rullo è coperto da migliaia di minuscole celle che raccolgono una quantità precisa di inchiostro, garantendo un dosaggio uniforme.
- Trasferimento al cliché: il rullo anilox carico d’inchiostro tocca il cilindro su cui è montato il cliché. Le parti in rilievo del cliché si inchiostrano, mentre le parti in incavo restano pulite.
- Stampa sul supporto: il materiale da stampare – ad esempio una bobina di plastica, carta o alluminio – scorre all’interno della macchina e passa sotto il cilindro con il cliché inchiostrato. Con un leggero contatto, il disegno viene impresso sul supporto in movimento.
- Asciugatura immediata: subito dopo l’impressione, l’inchiostro si asciuga in tempi rapidissimi. Questo avviene grazie alla natura a rapida essiccazione degli inchiostri flexo (talvolta con l’ausilio di aria calda o lampade UV), così il prodotto stampato è già asciutto e pronto per le fasi successive.
Una cosa interessante è che per ottenere immagini con più colori la macchina flessografica utilizza più unità di stampa in sequenza, una per ciascun colore. In pratica, ogni colore ha il suo cliché e il suo rullo anilox dedicato. Il materiale passa da un’unità all’altra e gli strati di colore si aggiungono uno dopo l’altro: in questo modo, in un solo ciclo di stampa, si ottiene la grafica completa con tutti i colori perfettamente allineati.
I vantaggi della flessografia
Com’è facile intuire, la flessografia offre numerosi vantaggi pratici. Non è un caso se ancora oggi è una delle tecniche preferite per produrre imballaggi ed etichette in grandi quantità. Ecco alcuni dei principali punti di forza della stampa flexo:
- Versatilità di stampa: consente di stampare su quasi ogni tipo di supporto, dalla carta ai fogli metallici. Questa flessibilità la rende la scelta ideale per packaging alimentari, etichette, sacchetti e molto altro.
- Alta velocità di produzione: i macchinari flexo lavorano a velocità elevate, consentendo di stampare grandi quantitativi in tempi brevi ed è la soluzione perfetta per la produzione industriale su larga scala.
- Costi convenienti per grandi tirature: una volta realizzato il cliché, questo può durare a lungo (anche milioni di copie) e l’inchiostro asciuga subito, ottimizzando il processo. Su volumi elevati il costo per singola stampa risulta molto basso, il che rende la flessografia una scelta economicamente vantaggiosa per produzioni di massa.
- Qualità in continuo miglioramento: i progressi tecnologici hanno portato a stampe flexo nitide, dettagliate e dai colori vivaci, ormai comparabili a quelle ottenute con metodi più raffinati come l’offset.
- Inchiostri ecologici e sicuri: la flessografia impiega spesso inchiostri a base d’acqua o altri inchiostri a rapida essiccazione privi di solventi nocivi. Questo riduce i tempi di asciugatura ed è ideale per applicazioni sensibili come gli imballaggi alimentari.
Applicazioni pratiche della flessografia
Alla luce di tutti questi vantaggi, non sorprende che la flessografia trovi impiego in un’infinità di prodotti di uso comune, soprattutto nel campo del packaging. Probabilmente anche oggi hai maneggiato qualcosa stampato in flexo senza nemmeno accorgertene!
In generale, ogni volta che si ha la necessità di stampare su materiali sottili, flessibili e da lavorare in bobina – con cicli produttivi molto rapidi – la flexo risponde sempre in maniera eccellente. Qualche altro esempio?
- Sacchetti per alimenti secchi, come pasta o biscotti.
- Etichette per bottiglie e contenitori per bevande.
- Film plastici per confezionamento automatico.
- Scatole in cartone personalizzate.
- Carta da regalo e sacchetti commerciali con loghi e grafiche.
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